Le moto incidentate si possono rottamare?

Le moto incidentate si possono rottamare?

Le moto incidentate sono rottamabili? A scanso di equivoci, anticipiamo che sì, le moto incidentate si possono rottamare ovviamente. La domanda, casomai, dovrebbe vertere sull’opportunità di procedere con la rottamazione, sulla possibilità di trovare altre soluzioni, magari in grado o di salvare il veicolo o di sbarazzarsene senza esborsi economici.

Ne parliamo in questo articolo, fornendo una panoramica sulle soluzioni che possono essere esplorate e offrendo qualche indicazioni per trarre il massimo vantaggio da una situazione oggettivamente complicata.

Moto incidentate, quale decisione prendere

Essere coinvolti in un incidente con la moto è sempre un evento negativo. Anche nella migliore delle ipotesi, anche qualora si uscisse illesi e la moto non riportasse danni, si avvertirebbe un gran spavento. E’ ovvio: rispetto agli incidenti in auto, la sensazione di non essere protetti è più alta, con tutto ciò che ne consegue in termini di impatto emotivo.

Al netto dei danni personali, i veri problemi si verificano quando la moto riporta dei danni. Se viene aperto un sinistro, e questi dà ragione, allora ce la si cava con qualche contrattempo. Se invece il sinistro dà torto o non può essere aperto, magari perché l’incidente non ha coinvolto altri veicoli, allora si deve ragionare sull’opportunità di procedere con la riparazione. Se il danno è veramente ingente, non vi è alcuna convenienza nel riparare la moto, ammesso che questa soluzione sia realmente percorribile. Ecco che il primo pensiero corre alla rottamazione.

Come rottamare una moto incidentata

Rottamare una moto è relativamente semplice ma dispendioso in termini di tempo e di denaro. Le procedure sono leggermente diverse a seconda della cilindrata. Se la moto è in realtà un ciclomotore, ovvero ha una cilindrata pari o inferiore a 50 cm3, occorre fare richiesta alla Motorizzazione Civile attraverso il modello TT 2118.

A tale modulo vanno allegate le ricevute dei versamenti di 10,20 (emolumenti) conto corrente postale 9001 e di 32 euro al conto corrente postale 4028 (imposta di bollo). Vanno allegati inoltre documenti relativi al veicolo e al proprietario: documento di identità, codice fiscale, certificato di circolazione, documentazione rilasciata dallo sfasciacarrozze o dal venditore del veicolo nuovo, nel caso in cui si proceda con rottamazione-acquisto.

Le procedure per rottamare un motociclo vero e proprio, e quindi avente una cilindrata superiore ai 50 cm3, sono gli stessi. A cambiare è solo l’importo degli emolumenti, che è pari a 13,20 euro.

Ovviamente, a questi costi vanno aggiunti quelli relativi alla demolizione vera e propria, che possono raggiungere i 200 euro.

Un’alternativa alla rottamazione

Insomma, i costi sono tutt’altro che irrisori, soprattutto se si considera la perdita del mezzo. Esiste una soluzione alternativa? La risposta è affermativa. Essa consiste nella… Vendita della moto incidentata. Esatto, esiste un mercato delle moto fuori uso, guaste, sinistrate. Il primo impulso, non appena si viene a sapere di questa possibilità, è procedere con il fai da te, pubblicando un annuncio sulle piattaforme di compro-vendo.

Ebbene, non è affatto una buona idea. Per quanto possano apparire specializzate, in realtà sono “generaliste”. Dunque, nella stragrande maggioranza dei casi, e al netto di insperati colpi di fortuna, si trovano solo persone con i medesimi problemi, e che dunque non hanno nulla da guadagnare dall’acquisto di una moto incidentata.

Occorre rivolgersi, piuttosto, alle società che comprano moto usate come business principale. Si tratta di società che hanno accesso privilegiato alle riparazioni, e che quindi puntano a vendere i veicoli nella forma ricondizionata. In alternativa, possono comunque vendere le componenti integre o i materiali, disponendo di canali privilegiati anche in questo caso. Insomma, si realizza la classica dinamica win-win: il proprietario può sbarazzarsi della moto senza perdere denaro, anzi guadagnando qualcosa.

Ovviamente, una società non vale l’altra. In particolare una si sta ponendo come punto di riferimento per chi vuole vendere moto fuori uso: Ritiro Moto Incidentate. Come suggerisce il nome, si occupa anche del ritiro di moto incidentate e sinistrate, e non solo della compravendita. Un dettaglio non da poco, se si considera che, per definizione, sono “ferme”, e andrebbero trasportate come un qualsiasi altro oggetto pesante e ingombrante. La società è nota per la snellezza delle procedure, per i prezzi accomodanti, per la trasparenza. Per inciso, opera in molte città del Nord e del Centro Italia, dalla Lombardia al Veneto, dal Piemonte all’Emilia Romagna, dalla Toscana alla Liguria.

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